giovedì 11 marzo 2010

Piramide rovesciata e prospettiva sferoidale

Il presente post sarebbe stato più giusto averlo inserito in UMANISTICA, ma avendovi pubblicato di fresco il post "Navigli amore mio", che sta riscuotendo un certo interesse, ho preferito inserire questo in STORIA, anche se, in realtà, viene trattata STORIA DELL'ARTE.

Ho avuto richieste "in famiglia", e da "alcuni universitari del Tempo Libero" di chiarimenti in merito a "piramide rovesciata", "prospettiva sferoidale", e quant'altro. Cosa di meglio se non rispondere con il copia-incolla di una "lezione" persoalizzata che mi fece Josh del ( Giardino delle Esperidi, col seguente articolo (cliccare per leggere) .

Ecco il contenuto di quel commento, all'articolo del 19 marzo 2009:

"...la piramide rovesciata, o meglio avrei potuto dire il tronco di piramide rovesciata è la classica rappresentazione prospettica in pittura, la prospettiva rinascimentale dell'Alberti, con i punti di fuga, o come puoi vedere nelle declinazioni successive anche nelle 'quinte' architettoniche e teatrali dei dipinti del manierismo, del barocco, o del 1700-1800.
Sarà Cézanne nella 2nda metà 1800 il primo rivoluzionario a rifiutare il sistema di rappresentazione con la prospettiva classica, appunto senza 'il tronco di piramide rovesciata'. Cézanne utilizza un sistema calibrato su uno sferoide prospettico: gli elementi portanti dello sferoide immaginario sono curvilinei...quindi sostituiscono il tronco di piramide rovesciata dell'Alberti.

Sui 2 sistemi prospettici suddetti nella storia dell'arte:
per intendere la prospettiva classica a piramide tronca rovesciata cfr. per esempio questo quadro, una classica veduta di C tutta la pittura ha seguito questo codice di rappresentazione della prospettiva e della profondità, con questo senso dei punti di fuga.

Prendi ora Cézanne, 'le grandi bagnanti' del 1906

http://www.tbarte.com/sito%20normale/RUBRICA%20STORIA%20DELL%27ARTE/PAGINE%20RUBRICA/foto%20cezanne%20e%20il%20cubismo/cezannelebagnanti.jpg

visto? non c'è più lo stesso senso di profondità. Tutto è più vicino, meno 'sfondato', le linee sono curve (lo sferoide) e piatte.
La vera rottura Cèzanne la ottiene con l’utilizzo di un sistema prospettico basato sullo sferoide, i cui elementi sono curvilinei e che sostituisce la piramide tronca rovesciata di Alberti: C. si
richiama al principio dell’immagine del mondo proiettata sulla superficie curva
della retina. Nelle opere di C. e nelle successive di molti altri lo spazio dentro alla
sfera (o nella successiva moltiplicazione dei punti di vista e dei piani di visione in contemporanea come nel Cubismo) non potrà mai allontanarsi dall’osservatore quanto quello costruito in una piramide, il cui
vertice, mantenendo la stessa base, poteva allontanarsi all’infinito.

C'è anche un famoso testo di storia/critica che spiega molto meglio di me l'arte non solo a periodizzazioni o medaglioni, ma da un momento di svolta effettiva a un altro, intanto te lo segno:

Renato Barilli, "L'arte Contemporanea", Feltrinelli, MI 2003

Facendo una ricerca su Cèzanne, in un libro d'arte allegato a fascicoli a Corsera, anni fa, arrivato a Modigliani Giulio Carlo Argan scrive:
"Quando arriva a Parigi nel 1906 Modigliani capisce che tutta l'arte moderna nasce da Cèzanne. Lo scultore rumeno Brancusi,(...) gli ispira il culto della forma pura e chiusa, di cui la linea, da sola, plasma e definisce il volume. Si dedica dapprima alla scultura, solo più tardi si rende conto che la materia più adatta alla sua ricerca plastica è il colore. L'integrità di una forma che si dà in assoluto, e non nella relazione ad uno spazio capiente, è anche la qualità della scultura negra. Cèzanne e i negri erano i due estremi tra cui Picasso situava il problema storico dell'arte moderna."
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Il concetto dello "sferoide", da te spiegato, mi si è chiarito visionando il quadro di Cèzanne che mi hai consigliato "Donne al bagno" (altro titolo dello stesso quadro: "Le grandi Bagnanti"), ma anche quadri di altri pittori, che però cito solo a titolo accademico: Matisse - La gioia di vivere.

Per quanto riguarda l'altra "Pietra Miliare", tempo fa, un titolo del Corsera declamava Alberti come l'"inventore" di quello stile andato in voga per 4 o 5 secoli.

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